Legambiente studia quello che mangiamo. E c’è qualche ombra

Un recente studio di Legambiente ha evidenziato come nonostante gli sforzi ad ogni livello, dalle istituzioni agli stessi consumatori, è aumentata la percentuale di campioni di frutta e verdura che hanno presentato tracce di pesticidi o altri composti chimici artificiali, che non dovrebbero essere presenti sui nostri alimenti e che noi non dovremmo ingerire.

Fortunatamente pochi campioni sono risultati tossici, l’1,4%, comunque in aumento rispetto allo 0,8% dell’anno scorso. Tutti gli altri dati rilevati erano nei limiti imposti dalle leggi, ma di sicuro in un paese che vuole fare della qualità il suo vanto questo non è un buon segnale.

In particolare è abbastanza allarmante un dato: i campioni che presentavano residui multipli, cioè quelli su cui sono state trovate tracce di più di un agente chimico, sono passati dal 3,5% dello scorso rilevamento all’attuale 6,5%, cioè sono quasi raddoppiati.

Il senato Usa sceglie la linea verde: respinta una legge repubblicana pro effetto serra

Il senato Usa ha bocciato una legge che sostanzialmente avrebbe sottratto all’Epa, l’agenzia statunitense per il controllo dell’ambiente, il potere di regolare l’emissione di gas serra prodotti soprattutto da auto e centrali elettriche. Il provvedimento era stato presentato da una senatrice repubblicana dell’Alaska, molto probabilmente per bloccare l’imminente stretta voluta dall’agenzia sull’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera e contrastata da molte lobby del paese.

Il presidente Barack Obama aveva già comunque annunciato che se il provvedimento sarebbe passato, si sarebbe avvalso del diritto di veto per bloccare le legge, che comunque è stata respinta dal senato con 53 voti contrari e 47 a favore. I repubblicani hanno votato compattamente a favore, mentre invece alcuni democratici si sono schierati con gli avversari in questa battaglia, nonostante la linea del partito.

Il Giappone pesca le balene? L’Australia lo denuncia

Si abbattono nuove polemiche sul Giappone. Come se non bastassero le recenti dimissioni del primo ministro, ora si sta sfiorando un incidente diplomatico tra il paese del sol levante e l’Australia: il motivo è sempre il solito, cioè la caccia per fini scientifici delle balene.

Come noto il Giappone è uno dei pochi paesi che pratica questo tipo di ricerca scientifica, ed è un dato di fatto che in alcuni ristoranti del paese si serva illegalemente (almeno sulla carta) carne di balena, e, dal momento che la caccia per fini alimentari è vietata ormai dal lontano 1986, i cetacei tanto amati dai palati fini nipponici non possono che venire da pesca “scientifica”.

I profughi del clima hanno superato quelli delle guerre secondo Legambiente

I cambiamenti cimatici iniziano anche ad avere effetti sulla vita di intere popolazioni. Secondo il dossier ”Profughi ambientali” di Legambiente sono oggi 50 milioni (e si calcola saranno il quadruplo tra quarant’anni) le persone costrette a lasciare la casa natale per fenomeni quali lo scioglimento dei ghiacci, la siccità, gli eventi climatici estremi quali alluvioni e uragani e l’innalzamento del livello del mare.

Secondo gli studi dell’associazione ambientalista presentati recentemente a Firenze nel corso della manifestazione ”Terra futura 2010” le tipologie di cause più frequenti che spingono gli uomini a lasciare, sia temporaneamente che definitivamente, le loro abitazioni sono legate a eventi meteo estremi: fino qualche anno addietro era invece la guerra a causare la maggioranza delle ”migrazioni”. Nel 2008 infatti a fronte di 4,6 milioni di persone costrette a spostarsi a causa dei conflitti in corso, ben 20 milioni lo hanno fatto per fenomeni ambientali.