Eolico: ecco come risolvere il problema dell’impatto sul paesaggio

Nonostante la crisi economica gli stati (esteri) continuano ad investire nelle energie rinnovabili, con un nuovo cavallo di battagli: l’eolico offshore, cioè al largo. In questo modo gli impianti, anche se ovviamente sono più costosi, permettono un rendimento maggiore grazie ai venti marittimi più costanti e non ”inquinano” i paesaggi, uno degli svantaggi maggiori di questo tipo di tecnologia.

Sono stati infatti recentemente resi noti i dati per quanto riguarda il comparto provenienti dalle ricerche statistiche dell’EWEA (European Wind Energy Association), che hanno indagato lo stato dell’eolico offshore nei mari europei nel primo semestre dell’anno in corso.

Quanto emerge è sorprendente, almeno per noi italiani, che non sentiamo quasi mai parlare di questi progetti, la cui realizzazione è spesso messa in secondo piano: la capacità installata da gennaio a giugno è stata di 330 MW, e per la fine dell’anno si pensa che il limite di quasi 580 Mw installati nell’intero 2009 sarà ampiamente superato, anche grazie al gran numero di turbine già fisicamente realizzate per cui però a giugno mancava ancora la connessione alla rete elettrica dell’Unione Europea, che a loro volta avrebbero, una volta ultimate, una potenza di 440 MW da sommare ai dati precedenti.

I nuovi impianti, recentemente passati dalla fase di realizzazione a quella di ”lavoro” si trovano in Danimarca, con la centrale ”Poseidon”, in Germania, sempre capofila per l’energia pulita in molti ambiti, con la Alpha Ventus, e in Gran Bretagna, con ben due impianti, Gunfleet Sands e Robin Rigg.