Francia, continua la sperimentazione di viti OGM

La Francia continuerà la sperimentazione di viti OGM nella regione dell’Alsazia. La decisione è stata annunciata via radio dal ministro dell’agricoltura Bruno La Maire e pianificata in accordo con il ministro dell’ecologia Jean-Louis Boroloo perché avvenga in condizioni di assoluta sicurezza.

In realtà non si tratta di un nuovo progetto, ma piuttosto del prolungamento degli esperimenti già condotti dal 2005 al 2009 nella stessa area dall’istituto nazionale di ricerca agronomica su 70 viti modificate per resistere a un virus, il ”court-noue”, che affligge circa un terzo delle vigne transalpine. I risultati della ricerca si avranno nell’arco di quattro-cinque anni e il governo francese è deciso a puntare molto sulla tecnologia in ambito agricolo perché <<Il futuro dell’agricoltura si basa anche sulla sua capacità di innovazione e di ricerca […] Non occorre avere una visione conservatrice dell’agricoltura>>, come ha affermato La Marie.
L’opinione pubblica francese è molto sensibile al tema degli organismi geneticamente modificati ed è forte l’opposizione non solo degli agricoltori della zona, ma anche di buona parte della società civile e del mondo economico che ruota intorno all’export del vino, un fiore all’occhiello del paese.

Le precauzioni ritenute sufficienti dal comitato che ha autorizzato il prosieguo degli esperimenti sono le stesse adottate nel 2005: una recinzione che non permetta agli animali selvatici di portare fuori dall’area dell’esperimento terreno e piante e un sistema per isolare la terra dell’area della sperimentazione dal sottosuolo circostante.

Gli ambientalisti guardano con sospetto al progetto e i ricercatori cantano vittoria per l’autorizzazione ottenuta, ma i dubbi, non solo etici, sugli OGM sono tanti ed è facile comprendere come le scelte del legislatore siano difficili e come sia impossibile accontentare tutti. Non resta che sperare che le misure di sicurezza siano efficaci.