L’india punta sull’idroelettrico

L’India è un paese assetato di energia e questo lo si sapeva, ma mentre il resto del mondo cerca di ovviare alla crisi energetica con il solare o l’eolico, gli indiani stanno scegliendo la loro via, che potrebbe portare a importanti investimenti nel campo delle centrali idroelettriche.

L’India infatti è una delle grandi economie in crescita del nostro pianeta, sono presenti aree sottosviluppate e la crescita in termini percentuali è inferiore a quella del gigante cinese, ma anche sulle rive del Gange ci sono uomini che chiedono energia per migliorare lo sviluppo del proprio paese. Gli imprenditori infatti si lamentano della rete rete elettrica, molto cara e poco efficiente, con frequenti interruzioni che interrompono il lavoro, mentre un a larga fetta della popolazione non può nemmeno contare sull’elettricità perchè i villaggi non sono raggiunti dalle linee.

Per ovviare a entrambi i problemi una via potrebbe essere un progressivo abbandono o minore dipendenza che dir si voglia del carbone (principale fonte dell’elettricità indiana al giorno d’oggi), molto inquinante a causa dell’altissimo numero di molecole di anidride carbonica immesse nell’atmosfera.

Il governo ha in mente una svolta verso l’idroelettrico, che oggi ha una potenza installata di 37.000 MW e soddisfa il 24% della domanda interna di elettricità. Sono stati individuati ben 56 potenziali siti di impianti di pompaggio, 85 progetti sono in corso di realizzazione o stanno seguendo l’iter burocratico per l’approvazione: tutto questo porterà la potenza a 84.000 MW da grandi impianti e a 6.870 MW dai mini-impianti.