Recentemente, un team di ricercatori del Biodesign Institute presso
l’Arizona State University è riuscito ad utilizzare le cellule viventi
come fabbriche per costruire nanostrutture a base di DNA.
Uno studio condotto da biologi dell’Università di St.Louis dimostra che più è diversa la popolazione di uccelli in una determinata area geografica, minori sono le possibilità di esposizione degli esseri umani al West Nile Virus.
Tradizionalmente si pensa che proteine abbiano numerosi movimenti casuali e incontrollati. Una ricerca condotta da un team di ricercatori della Iowa State University dimostra che non solo i movimenti delle proteine sono molto più limitati ma anche che il controllo di tali movimenti sia parte della funzione delle proteine stesse.
Un team di ricercatori dell’Università di Tel Aviv sta mettendo a punto un nuovo tipo di piante ingegnerizzate che siano in grado di rendere più efficiente l’assorbimento di acqua presente nel terreno da parte delle loro radici.
Alcune scimmie infettate con il SIV (un virus parente dell’HIV) possono sviluppare danni al sistema nervoso centrale e rappresentano un buon modello per le patologie del sistema nervoso centrale nelle persone colpite da HIV.
I ricercatori della San Diego School of Medicne – Università della California – hanno sviluppato la prima coltura di tessuti di cellule epatiche umane normali che possono rappresentare un modello per l’infezione da virus dell’epatite C (HCV) e fornire un ambiente realistico per valutare eventuali terapie.
Un team di ricercatori inglesi ha unito gli sforzi di due tipi di batteri per produrre idrogeno all’interno di un bioreattore, con il prodotto di uno di questi batteri che rappresenta il nutrimento per l’altro. Secondo un articolo che sarà pubblicato sul numero di Agosto di Microbiology Today, questa tecnologia presenta un vantaggio ulteriore: gli enzimi residuali possono essere utilizzati per raccogliere metalli preziosi da catalizzatori spenti ed aiutare le cellule a convertire l’idrogeno in energia.
Gli scienziati della Georgia Tech hanno sviluppato una nuova potenziale terapia contro il cancro: nanoparticelle magnetiche vengono appiccicate alle cellule tumorali rendendo così possibile la loro cattura e successiva eliminazione dal corpo. Questa terapia è stata testata in laboratorio e sarà ora monitorata in studi di sopravvivenza.